Tesori Vaticani

22 03 2008

Oro_vaticanoDi Andrea Collini

Esaminiamo più da vicino il così detto “Otto per mille“, ovvero il sistema attraverso cui un contribuente può destinare l’8‰ del gettito fiscale (IRPEF) allo Stato, alla Chiesa cattolica o ad altre confessioni religiose.

Questo “Otto per mille” è, di fatto, un ulteriore finanziamento che lo Stato Italiano offre alla Chiesa Cattolica, a grande discapito di altre comunità religiose (anche molto rilevanti, come i Testimoni di Geova, il buddismo o la comunità musulmana) che sono di fatto impossibilitate nella scelta di destinare il loro contributo alle rispettive istituzioni. Ma i vantaggi che ha la Chiesa Cattolica, ed in particolare la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha su questa “mangiatoia” non finiscono qui.

Mentre le altre cinque confessioni (Valdesi, Comunità ebraiche, Luterani, Avventisti del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia) ricevono i finanziamenti relativi alle dichiarazioni di tre anni prima, la Chiesa Cattolica, secondo l’art. 47 della legge n. 222 del 20 maggio 1985, riceve anche un anticipo relativo all’anno in corso.
Inoltre, l’articolo 49 della stessa legge prevede che la percentuale dell’IRPEF non sia fissa all’otto per mille, ma possa essere modificata ogni tre anni. La scelta verrà presa da una commissione nominata dal governo e… dalla Conferenza Episcopale Italiana in base al gettito IRPEF ottenuto negli anni precedenti dalla Chiesa cattolica!

Prima di cominciare a fare qualche conto è utile precisare il fatto che la scelta espressa con la firma non determina direttamente la destinazione della propria quota di gettito fiscale, ma quella di una quota media uguale per tutti i cittadini. Lo Stato calcola l’importo totale delle entrate dovute all’IRPEF e da questo importo totale scorpora l’otto per mille; poi calcola il numero totale di firme e le percentuali di queste firme attribuite ai vari enti; infine ripartisce l’otto per mille tra gli enti in base alle percentuali delle firme espresse. In questo modo le firme di tutti i contribuenti hanno lo stesso peso, indipendentemente dal loro reddito.

Il totale verrà poi distribuito non in base al numero effettivo di firme ottenute (solo un italiano su tre esplicita la destinazione), ma in base ad una specie di sondaggio di opinione: mantengono le preferenze espresse nelle firme ricevute e la applicano all’intero importo da spartire. Risultato:con solo il 35% delle firme effettive, l’87% dei fondi finisce alla Chiesa cattolica. Stiamo parlando di circa un miliardo di euro.
Contrariamente a quanto si pensi (o meglio, a quanto ci voglia far pensare la Chiesa Cattolica con tutti quegli spot girati in paesi poveri), solo 80 milioni (8% della somma raccolta) finisce per opere di carità nel Terzo Mondo. Inoltre, dei 100 milioni di euro ricevuti dallo Stato nel 2004 (ultimi dati reperibili), 80 sono stati sottratti e trasferiti a bilancio generale secondo la finanziaria del 2004 e dei restati 20 milioni il 44,64% è stato usato per conservazione beni culturali legati al culto cattolico: ulteriore favore per uno scopo di cui la stessa Chiesa Cattolica usa solo il 9% della propria dotazione.

Per concludere un piccolo promemoria: se al miliardo di euro ricevuto con l’Otto per Mille aggiungiamo 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell’ora di religione, 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità, entrate variabili per finanziamenti ai Grandi Eventi (per esempio i 3500 miliardi di lire per il Giubileo) per una media di 250 milioni l’anno,  tagli alle imposte (Ici, Irap, Ires, ecc…), arriviamo ad un totale che si stima di… QUATTRO MILIARDI DI EURO L’ANNO. Quanto la cifra scandalo chiamata “Metà finanziaria” attribuita dal libro “La Casta” ai costi della politica.

Sono circondato da preti che ripetono incessantemente che il loro regno non è in questo mondo, eppure allungano le mani su tutto quello che possono prendere
Napoleone

PS: ulteriori informazioni si possono trovare su Wikipedia.org e su uaar.it, da cui sono state tratte anche la maggior parte delle informazioni.

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One response

15 06 2008
Il campanile in un mare (di soldi) « Rifondazione Comunista Buccinasco

[…] Stato la cifra stratosferica di quattro miliardi di euro – per maggiori informazioni vedi “Tesori Vaticani“), lascia sicuramente ampia autonomia nella gestione alle varie località di culto presenti […]

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