Farneticazioni italiane

5 05 2008

di Andrea Collini

Leggo… leggo della morte di Nicola Tommasoli, 29 anni, massacrato di botte da un gruppo di estremisti di destra. Sto male a pensare ad un morte tanto tremenda, all’idea che sta dietro questa tragedia: tornano in mente immagini che dovrebbero essere cancellate dalla mente di ogni italiano. E, poco dopo, leggo il neo-eletto Presidente della Camera, Gianfranco Fini, affermare che gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino «sono molto più gravi» di quanto accaduto a Verona. Ciò che mi lascia basito non è tanto quanto affermato da Gianfranco Fini, che già di per se è più che scandaloso, ma il fatto che abbia tirato fuori questo paragone. Perchè? Cosa centrano i due fatti? Io, dal mio punto di vista sicuramente di parte, non posso che vedere questa affermazione come un’involontaria proposta “attenuante” per i pestatori nazisti. Con questo non voglio dire che Fini abbia simpatie per questi movimenti estremisti di destra ma… non avrebbe potuto semplicemente condannare in modo assoluto gli autori di questo crimine atroce?

Leggo… leggo Isabella Bertolini, Pdl, parlando della “zona rossa” alla Fiera del Libro di Torino, affermare che «Bisogna assolutamente evitare che nel capoluogo piemontese si ripetano i gravissimi episodi di guerriglia urbana avvenuti 7 anni fa per mano di un orda di invasati vicini alla sinistra». E, leggendo, mi torna in mente ciò che disse invece Amnesty International a proposito del G8 di Genova: «La più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale». E di certo non da parte degli invasati vicini alla sinitra.

Leggo… leggo i nomi dei possibili ministri. Elio Vito, condannato a due anni di reclusione per 22 episodi di corruzione, possibile Ministro della Giustizia. Roberto Calderoli, autore della filosofia secondo cui «con una salva di dietro e una davanti, le navi dei clandestini non partirebbero più!», possibile Ministro delle Riforme. E, naturalmente, un piduista, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Popolo della Libertà.

Leggo… leggo della critica al giornalismo italiano… ma a questo lascio la parola a chi sicuramente è parecchio più informato di me:

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