Fascismo dilagante

28 05 2008

di Andrea Collini

fa|scì|smo
1- movimento politico, fondato da Benito Mussolini nel 1919, che fu al potere in Italia dal 1922 al 1943, dando vita a un regime dittatoriale a carattere totalitario, nazionalista e anticomunista, al quale si ispirarono molteplici movimenti e regimi in Europa e nel resto del mondo | il regime instaurato in Italia da tale movimento
2- estens., regime totalitario fondato su una politica o un’ideologia di tipo fascista: il f. sudamericano, il f. spagnolo
(Dizionario De Mauro)

2 Maggio 2008Verona: pestato per una sigaretta, Nicola Tommasoli, 29 anni, finisce in coma. Aggressori cinque giovani appartenenti all’estrema destra.
5 Maggio 2008Verona: morto Nicola Tommasoli, il ragazzo pestato dai naziskin. Gianfranco Fini, presidente della Camera, afferma che le proteste di piazza (avvenute senza alcuno scontro) di Torino sono fatti più gravi.
24 Maggio 2008Roma: raid neonazista al Pigneto. Picchiato un extracomunitario. Un gruppo con il volto coperto da foulard con la svastica ha distrutto le vetrine di due alimentari e di un call center.
28 Maggio 2008Roma: scontri all’Università la Sapienza. Una macchina carica di militanti di Forza Nuova armati di spranghe e coltelli aggrediscono un gruppo di giovani dei collettivi studenteschi che stavano strappando i loro manifesti.

Se questa fosse l’introduzione un film, ci sarebbe una musica di sottofondo che aumenta di ritmo man mano che si leggono le notizie sopra riportate. A questo punto arriverebbe lo schermo nero e qualche secondo di silenzio. Poi la notizia finale, che darebbe vita alla trama del film: ITALIA, gg/mm/aaaa: RITORNA IL FASCISMO.

E’ questa l’impressione che mi sono fatto seguendo questi gravi episodi di fascismo accaduti in un solo mese. I politici, sopratutto quelli appartenenti alla vecchia Alleanza Nazionale – ora Popolo delle Libertà – dicono che non bisogna strumentalizzare le polemiche. Non capiscono che se, come loro affermano, non hanno niente a che fare con il fascismo, non dovrebbero sentirsi presi in causa quando si contesta questa infame ondata di crimini.

E’ un percorso che, per quanto sotterraneo, va avanti da anni, e negli ultimi mesi sta venendo a galla. Ricordiamo, per esempio, lo scontro avvenuto in diretta Tv tra Alessandra Mussolini – attuale deputata per il Pdl – e Vladimir Luxuria – ex deputato PRC – dove la prima affermava che “è meglio essere fascisti che froci”.

Gianni Alemanno, Sindaco di Roma, vuole intitolare una strada a Giorgio Almirante, autore di affermazioni come «Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo», «il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato», «Quanto ai grandi spacciatori, e nessuno se ne meravigli o si scandalizzi, io vado al di là della pena di morte per i terroristi. I grandi spacciatori di droga, che sono i nemici principali della nostra gioventù, debbono essere impiccati agli alberi delle nostre città».

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha preso le distanze dalle frasi razziste di Almirante. Ma sembra essere una persona molto contradditoria Gianfranco Fini: condanna il razzismo, ma afferma che una protesta di piazza avvenuta senza alcuno scontro è peggio di un pestaggio a morte a sfondo nazista. Dichiara che «nel suo partito non ci sono posti per i fascisti» (al che, il pungente Luttazzi azzardò: “devono averli esauriti”) ma afferma anche che «Mussolini è stato il più grande statista del secolo … Ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti».

Tra le file del Popolo della Libertà è stato eletto Giuseppe Ciarrapico, che oltre che essere un pluri-condannato, è un fascista dichiarato. Alla domanda “Perchè proprio Ciarrapico” Silvio Berlusconi fu molto chiaro: «Ci serve. È un editore con giornali importanti». Quando si dice che il fine giustifica i mezzi. Ciarrapico fu anche uno dei maggiori sostenitori dell’iniziativa di Marcello Dell’Utri secondo cui, nei libri di storia, la Resistenza andava riscritta.

Questi sono alcuni degli ultimi episodi che mi fanno temere che vi sia qualcosa di viscido, infame e tremendamente pericoloso che piano piano affiora dalla segrete dove è stato confinato da quel sentimento di democrazia nato il 25 Aprile del 1945.

«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.»
Martin Niemöller

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4 responses

29 05 2008
David Arboit

I fatti accaduti nel breve periodo di tempo che ci separa dalle elezioni sono certamente di estrema gravita. La vittoria del Centro Destra e la battaglia culturale che i suoi esponenti hanno avviato subito sulla sicurezza (con quei toni, argomenti e proposte) hanno avuto l’effetto di far uscire dalla clandestinità, di far uscire dal sottosuolo, idee e comportamenti che ritenevamo improponibili.
Non era però difficile ben prima del risultato elettorale vedere la crescita di un clima culturale fascista in Italia. Basta ricordare i sempre più numerosi episodi di cosiddetto bullismo che accadevano nelle scuole. Che cosa è il bullismo se non la quintessenza del fascismo? Parte infatti dall’idea che un umano che per qualche motivo si ritiene superiore ha il diritto se non il dovere (è una questione di igiene dell’umanità) di ridurre in servitù un inferiore, di utilizzarlo senza alcun scrupolo per i suoi scopi, e quindi se necessario di eliminarlo. In questo quadro culturale i principi di solidarietà e di uguaglianza risultano essere errori dannosi per un sano sviluppo della società o al massimo delle pietose ingenuità.
Rispetto a tutto questo risultano patetiche le discussioni sul superamento dell’antifascismo. L’antifascismo militante, nei modi e nei termini che la storia ci chiederà di mettere in atto, resta purtroppo una necessità.

11 06 2008
Laura

il fatto del pigneto a Roma si è rivelata una bufala, era dei nostri quindi mi sà che ci conviene a stare zitti perchè stavolta non abbiamo ragione, e su rai 3 hanno detto che 3 dei ragazzi arrestati a verona seguivano il pd…..meglio non commentare

14 06 2008
davidarboit

Il fascismo non è una questione di etichetta di partito. È una idea di rapporto di potere non democratico, dove il più forte ha il diritto di dominare il più debole per la semplice ragione che è il più forte. L’alternativa al fascismo è la democrazia: la sovranità popolare, il potere ai soviet, l’idea che il potere spetta al popolo, che lo esercita nel modo più diretto possibile, cioè con delle assemblee direttamente o con delle assemblee rappresentative.
Non è allora importante a quale partito si appartiene, importa il comportamento. Si può, per esempio, essere di sinistra e trattare la propri donna “come un uomo dell’Ottocento” come diceva una famosa canzone.
Oggi domina una cultura fascista anche se bandiere nere e fasci littori sono scomparsi. Una cultura che rischia di ammorbare anche noi. Stiamoci attenti.

7 07 2008
antonio

l’intolleranza che c’è oggi in Italia è il frutto delle politiche sull’immigrazione di Prodi e compagni. La sinistra, pensando erroneamente che gli individui siano tutti uguali, ha finito con il far riempire l’Italia di soggetti che non hanno nulla a che fare con la nostra cultura e le nostre tradizioni. Per esempio un musulmano non sarà mai come un Italiano poichè il venerdì si rifiuta di andare al lavoro perchè deve pregare! Considera la donna un essere inferiore o un oggetto, pretica la poligamia ecc…..ecc……. tutte cose queste che in Italia sono inammissibili. I cinesi praticano quotidianamente lo sfruttamento del lavoro minorile ecc……..ecc….
questi fenomeni generano intolleranza e conseguente reazioni violente. quando ci sono questi problemi a rimetterci sono sempre i più deboli, quindi ceti sociali meno abbienti, donne, bambini ed anziani che vengono continuamente scippati perchè incapaci di reagire. Quando la sinistra capirà questo forse potrà tornare a competere per governare l’Italia. Il fascismo è stato una parentesi lunga della storia d’Italia, il passato però non torna mai, pertanto ritengo giusti non gli atti di violenza di cui si è parlato, ma le politiche di Maroni sull’immigrazione, senza contratto di lavoro in Italia si viene come turisti e poi si torna a casa propria!

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