Propaganda per la sicurezza sul lavoro

20 06 2008

Riportatiamo di seguito il comunicato degli operai di Sesto San Giovanni.

“Schiacciati, bruciati, avvelenati, spezzati.
Gli operai muoiono sul lavoro per un salario miserabile.
Una media di quasi quattro al giorno.
Fiumi di parole, di impegni solenni, di decreti legge non sono riusciti nemmeno ad attenuare il fenomeno.
La macchina per pompare profitto è troppo potente,
nessuno ha interesse a fermarla.
Sulla sicurezza dei cittadini sono pronti tutti ad agire, sulla sicurezza degli operai solo chiacchiere al vento.

Nessuno difenderà la pelle degli operai se non gli operai stessi
ASSEMBLEA
Venerdì 27 giugno 2008 ore 20
Sesto San Giovanni via Puricelli Guerra 24

Per la formazione delle
RONDE OPERAIE
Per la propaganda diretta delle norme antinfortunistiche
Per la denuncia pubblica dei posti di lavoro dove mancano le misure di protezione

A Milano saranno decine i cantieri aperti per l’EXPO 2015
Quanti operai pagheranno con la vita il “grande business”.

Operai e delegati sindacali delle fabbriche: Ansaldo Camozzi Milano, Jabil ex Siemens Cassina De Pecchi (MI), Hoffman Monza (MI), Pirelli Milano, INNSE Presse Milano, Schneider elettric Stezzano (BG), Comitato Operaio Falck contro l’amianto, Sesto San Giovanni, Dalmine (BG) Microtecnica Brugherio (MI), L’isolante K-Flex Roncello (MI), Candy Brugherio, (MI) Amsa Milano, Fireweb Trezzano Rosa (MI), Comitato operai ex Falck contro l’amianto Vobarno (BS), Spriano Vimodrone, Tessival Ponte San Marco (BS).”

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One response

3 07 2008
Archimede39

Io ho fatto la mia azione di denuncia nei confronti di due imprenditori che la parola sicurezza non sapevano nemmeno che esistesse.. in una di queste ci lavoravo e, dopo molte ed inutili richieste fatte per ottenere maggiore sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro sono stato costretto a fare convocare l’impresa dal sindacato. Abbiamo avuto un incontro presso i locali di Confindustria di Imperia in presenza di un rappresentante dell’ associazione, il sindacato, il sottoscritto, gli imprenditori ed un loro consulente. Premetto che, in un precedente incontro col direttore di Confindustria durante uno sciopero, dopo aver sollevato la questione sicurezza, mi era stato detto che se un ‘impresa associata a Confindustria fosse risultata inadempiente alle norme di sicurezza, questa sarebbe stata espulsa. Ebbene ho fornito le prove, anche fotografiche delle evidenti situazioni di pericolo, ma queste persone hanno cercato di negare l’evidenza: Dopo alcuni giorni, poche ore prima del secondo incontro in cui si sarebbe dovuto arrivare ad un accordo, sono arrivati gli ispettori nel cantiere… E’ stato redatto un verbale ed una sanzione, gli ispettori hanno riscontrato molte inosservanze delle norme: assenza di servizi igienici( cantieri permanenti, cave ed officina), sei mezzi d’opera (pale ed escavatori, età media 30 anni!) destinati alla demolizione perché completamente fuori norma e molte altre cose. al pomeriggio si è tenuto l’incontro , l’accordo è stato stipulato…l’impresa si impegna a “sistemare” le cose, io sarà , anzi ormai sono, licenziato..e l’impresa è ancora iscritta a Confindustria. Mi chiedo se ogni volta che si denunciano situazioni di rischio un operaio ( 17 anni di lavoro in questa impresa) debba essere licenziato…quanti avranno il coraggio di farlo. Io l’ho avuto ed ho accettato il mio licenziamento, anche perché il mio fisico dopo anni di duro lavoro ha subito seri danni permanenti ( in poche parole non avevo nulla da perdere) ed ora sono in attesa di riconoscimento di malattia professionale, ma gli altri miei colleghi non lo hanno avuto, escludendo gli ultimi giorni in cui hanno firmato una mia lettera in cui io dichiaravo loro ciò che stava accadendo ed i rischi che stavo correndo per aver intrapreso questa causa. Ora, a causa di questa firma alcune persone stanno pagando le conseguenze… insomma è cominciato il mobbing nei loro riguardi, un paio di loro mi hanno detto di essere stati ripresi per aver firmato, con la scusa che nessuno eccetto i datori poteva fare firmare qualcosa in ditta…viva la libertà di espressione ed il diritto sindacale… L’unica cosa che ho da dire è, a coloro che non lo sono ancora, di iscriversi al sindacato, se non lo avessi fatto invece di essere stato licenziato previo accordo, sarei stato licenziato alcuni anni fa senza aver ottenuto ciò che chiedevo. Ora sono soddisfatto, i miei amici che continueranno a lavorare in quell’ impresa lo faranno in un ambiente più sano e con dei mezzi più sicuri ed io continuerò col sindacato a fare simili battaglie!

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