Gravissimo attacco alla scuola pubblica

10 09 2008

Il decreto legge approvato dal Governo il 1° settembre è un colpo mortale alla scuola pubblica italiana in particolare alla scuola elementare, uno dei settori dell’istruzione più “amati” dalle famiglie e più accreditato
anche dalle ricerche nazionali e internazionali sui livelli di apprendimento dei nostri ragazzi. Si prevede, infatti, una riduzione dell’orario di lezione a sole 24 ore settimanali, la reintroduzione del maestro unico – un insegnante tuttologo con competenze generiche – e si crea una situazione che emargina e assedia il tempo pieno, una delle più avanzate conquiste pedagogiche e didattiche del nostro paese.

Dove finiranno le famose tre “l”? Salteranno i laboratori di informatica, l’apprendimento di strumenti musicali, si smetterà di fare le lingue straniere, perché nelle 24 ore semplicemente non ci stanno. Potranno continuare solo quelli che si potranno permettere di pagare corsi privati, alimentando un sistema selettivo e generatore di ulteriori disuguaglianze sociali. A farne le spese saranno soprattutto quelle famiglie per cui tempo pieno e prolungato rappresentano un fondamentale aiuto: si pensi che soltanto in provincia di Milano il 90% degli alunni frequenta il tempo pieno, e che quindi 140 mila famiglie saranno coinvolte e messe in difficoltà.

Ad una scuola educativa e formativa, che permette approfondimenti e costruzione di competenze con laboratori, uscite didattiche, interventi individualizzati, che accompagnava bambine e bambini nell’arco di tutta la giornata, il Governo sostituisce una scuola ormai superata, non in grado di preparare le nuove generazioni alle sfide che la società della conoscenza nell’epoca della globalizzazione ci sta proponendo.

Dietro il buonismo deamicisiano si nasconde, infatti, il ritorno al passato, ad un’educazione all’ordine, alla disciplina e al rispetto dell’autorità e delle norme senza alcun senso critico, tentando di mettere in soffitta una formazione fondata invece su un alfabeto dei saperi e delle competenze all’altezza dei grandi cambiamenti e su un pensiero creativo e critico, il cui livello più alto è rappresentato dalla capacità di autoapprendimento.

Un salto temporale di almeno 40 anni a cui corrisponde anche un arretramento dal punto di visto qualitativo, privando la scuola pubblica statale del contributo di insegnanti specializzati per i disabili (verranno dimezzati) e tagliando importanti servizi come la mensa e l’orario pomeridiano. E chi sostiene che tali servizi verranno coperti dai comuni, sa di dire una doppia falsità: perché le amministrazioni locali non saranno in
grado di coprire tali costi e perché questi ripieghi sarebbero soltanto forme di “parcheggio” per bambini, magari in mano ai privati.

Il voto in condotta, il maestro unico e il grembiulino rappresentano quindi soltanto la premessa di un progetto più ampio di dismissione e di involuzione del sistema scolastico pubblico, il cui obiettivo finale è la drastica riduzione delle risorse indirizzate alla scuola italiana attraverso il taglio dei docenti e la svendita dell’istruzione al mercato (cooperative e scuole private in testa).

Scarica il volantino

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: