Ordine del Giorno Riforma Gelmini

15 10 2008

Su iniziativa di Rifondazione Comunista, al prossimo Consiglio Comunale verrà discusso il seguente Ordine del Giorno:

“Il Consiglio Comunale di Buccinasco,

PREMESSO CHE
• i temi della Scuola e della questione educativa in Italia sono, purtroppo, da considerare perennemente a livelli di urgenza e di emergenza anche per la necessità di un bisogno costante di aggiornamento, di rinnovamento, di approfondimento, di adeguamento rispetto all’inevitabile evoluzione della ricerca e dei tempi;
• i temi della Scuola e della questione educativa devono essere posti al centro dell’attenzione e dell’azione politica e amministrativa anche dagli enti locali, ognuno per le proprie competenze;
• la scuola deve continuare ad essere il luogo primario alla formazione di tutti i cittadini/e di questo paese;
• un paese civile deve garantire il carattere universalistico del diritto al sapere;
• la scuola elementare italiana è ai primi posti nelle classifiche internazionali per i risultati di apprendimento dei suoi alunni.

IN RIFERIMENTO
• al Decreto Legge n. 112, pubblicato nel Supplemento Ordinario Gazzetta Ufficiale n. 152 del 25 giugno 2008, “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
• al Decreto Legge n. 137, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 1 settembre 2008, “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università”;

RILEVATO
• che il metodo usato dal Governo, il decreto legge, non ha permesso un confronto costruttivo per rispondere al meglio all’emergenza educativa e scolastica;
• che i principali provvedimenti adottati dal Governo sulla scuola, basati su alcune affermazioni del Ministro Tremonti, che sostiene che l’Italia spende troppo per la scuola rispetto agli altri paesi, quelle del Ministro Gelmini, che ritiene che la preparazione scolastica sia compromessa da episodi di lassismo, di violenza e sia, specie in alcune zone, di basso livello, quelle del Ministro Brunetta che ritiene che gli insegnanti sono troppo pagati, derivano più da bisogni economici e di risparmio che da vere esigenze educative e pedagogiche;

ESPRIME
IMEforti critiche rivolte alla cosiddetta “riforma Gelmini” non condividendo sia l’uso dello strumento del decreto, convertito in legge per mezzo della fiducia al governo, sia i principi contenuti nel decreto stesso, ritenendo, nello specifico, non condivisibile:
• il ritorno ad un maestro unico che annullerebbe:
o la possibilità di fornire insegnamenti specializzati e diversificati;
o un’offerta formativa differenziata attraverso: l’attuazione di progetti formativi (arte, musica, teatro), attività di potenziamento e recupero di alunni in difficoltà, attività di supporto in presenza di disabili e di alunni stranieri, uscite didattiche (la normativa vigente prevede la presenza di un insegnante ogni 15 alunni);
o la possibilità per ogni bambino ad avere più figure e trovare un punto di riferimento più vicino ai propri bisogni. La molteplicità di figure abitua il bambino ad una pluralità di modelli e quindi a un ambiente che, senza contrapporsi alla famiglia, sia però giustamente diverso da quest’ultima;
o la possibilità di accogliere meglio i bambini con problemi comportamentali e di apprendimento;
o il confronto fra gli insegnati che garantisce una valutazione oggettiva e non soggettiva dell’alunno;
o il mantenimento dei programmi di affiancamento per i bambini con carenze di apprendimento.
• la riduzione dell’orario scolastico e la contemporanea riduzione se non addirittura eliminazione del tempo pieno così come oggi praticato;
• il voto in condotta strumento di dubbia efficacia per arginare il fenomeno del bullismo; come se la minaccia della bocciatura fosse la soluzione capace di rispondere al disagio e alla disaffezione alla scuola degli adolescenti;
• la chiusura delle scuole più piccole, che creerebbe gravi problemi di accessibilità all’istruzione da parte di bambini residenti in luoghi isolati o con
difficoltà di comunicazione e provocherebbe la cancellazione di quella
che è spesso l’unica forma di presenza dello Stato e della legalità in
territori difficili;
• l’aumento degli alunni per classe con conseguente riduzione della qualità dell’insegnamento offerto.
• l’eliminazione della garanzia della presenza delle insegnati titolari di classe che comporterà un turn-over nelle classi già a partire dal prossimo anno scolastico.
• la reintroduzione della sola valutazione numerica cancellando la pratica di una valutazione collegiale, formativa nei confronti dell’alunno, attenta ai processi di apprendimento, ai contesti e alle relazioni. Si cancella quindi la logica della valutazione “formativa” che ha saputo coniugare la mera registrazione dei risultati conseguiti dagli alunni con la individuazione dettagliata dei loro punti di forza e punti di debolezza per consentire non solo un giudizio ma anche un miglioramento.

RITENENDO CHE
• il decreto determinerà un arretramento qualitativo del sistema scolastico, privando la scuola pubblica statale del contributo di tanti insegnanti specializzati;
• taglierà importanti servizi come la presenza di insegnati durante la mensa e la frequenza pomeridiana, riducendo brutalmente le ore di sostegno;
• non sarà possibile che tali servizi vengano coperti dalle amministrazioni locali a causa dei continui tagli operati sui trasferimenti statali;
• si creeranno, per rispondere a quelle che sono esigenze sociali, forme di “parcheggio” per bambini con un basso livello di assistenza e nessun valore educativo;

IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE
• a predisporre tutte le azioni e gli strumenti per sensibilizzare e sollecitare l’amministrazione Provinciale e quella Regionale ad adoperarsi per convincere il Ministro Gelmini, nell’iter per l’applicazione della legge, ad avviare prima il confronto e il dibattito anche con gli enti locali in modo da rivedere le decisioni prese per trovarne di nuove e condivise;
• a svolgere un ruolo attivo attraverso gli strumenti necessari per riaffermare l’art. 34 della nostra Costituzione “La scuola è aperta a tutti”, visione base della scuola che ha il compito di formare il cittadino sui principi di uguaglianza e libertà.

Gruppi Consiliari:
Partito della Rifondazione Comunista
Uniti per Buccinasco
Partito Democratico”

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One response

16 10 2008
caccola boy

fa schifo sto blog o che mentula è

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