Corsico: La scuola che vogliamo

22 10 2008

COMITATOSCUOLAPUBBLICA ZONA SUD OVEST

Domenica 26 Ottobre
Via Cavour (Fontanta dell’incontro), Corsico
dalle ore 15.00

Presidio- manifestazione
“LA SCUOLA CHE VOGLIAMO”
PER FERMARE LA RIFORMA GELMINI
Voci – musica – mostre e altro per salvare la scuola pubblica

Durante il presidio è previsto :
Concerto con il gruppo “INLAND SEA live” http://www.inlandsea.it
Interventi e testimonianze di genitori e insegnanti dalle varie scuole del territorio

Con il Patrocinio del Comune di Corsico Assessorato Pubblica Istruzione
Comitatoscuolapubblica – Zona Sud Ovest
Corsico – Buccinasco – Cesano Boscone – Trezzano/SN –Assago – Gaggiano

Per contatti coordscuolabucci@libero.it

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3 responses

22 10 2008
Melandroweb

le iniziative che vogliamo

24 10 2008
Rino Pruiti

Dalla conferenza stampa di Silvio Berlusconi 22ottobre 2008: “Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare. Convocherò oggi il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere. La realtà di questi giorni è la realtà di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i manifestanti sono organizzati dall’estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un’opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo”.

Dall’intervista rilasciata dal senatore Francesco Cossiga al quotidiano La Nazione.

Domanda – Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

Risposta – Dipende, se ritiene d’essere il Presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitico PCI ma l’evanescente PD, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia.

D – Quali fatti dovrebbero seguire?

R – Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero Ministro dell’interno.

D – Ossia?

R – In primo luogo, lasciar perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…

D – Gli universitari, invece?

R – Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.

D – Nel senso che…

R – Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.

D – Anche i docenti?

R – Soprattutto i docenti.

D – Presidente, il suo è un paradosso, no?

R – Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!

D – E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? In Italia torna il fascismo, direbbero.

R – Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio.

D – Quale incendio?

R – Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese.

26 10 2008
studentessa 86

una bella festa colorata e animata! tanta gente, tanti bimbi, studenti di ogni età, insegnanti e genitori. Nessuna bandiera di partito, solo tanta voglia di parlare, di confrontarsi e di riscoprire l’interesse per il bene comune.

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