Case popolari: Commissione approva pacchetto modifiche di legge regionali. PRC vota contro

5 12 2008

Oggi la Commissione V del Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il pacchetto di modifiche a diverse leggi regionali relative all’edilizia residenziale pubblica, che verrà dunque discusso e votato in Aula il 18 o 19 dicembre. Il Prc, come anche il resto dell’opposizione, ha espresso voto contrario.

Abbiamo votato contro con decisione perché si tratta di un provvedimento sbagliato non solo nel merito, ma anche per la direzione di marcia che indica. Qualora venisse approvato in Aula così com’è, saremmo di fronte a un sostanziale disimpegno di Regione Lombardia nei confronti dei ceti sociali più deboli, proprio quando la crisi inizia a picchiare duro.

Non solo la più volte annunciata “riforma” delle Aler si è tradotta in una banale operazione di accentramento di potere nelle mani della Giunta regionale, con l’estromissione dai CdA dei rappresentanti degli enti locali e con l’esautorazione del Consiglio regionale per quanto riguarda la nomina dei presidenti delle Aler, ma l‘attesa riforma della contestatissima l.r. 27, responsabile dell’aumento generalizzato dei canoni d’affitto nelle case popolari, si è risolta in un pannicello caldo che cambia poco per pochi.

E come se non bastasse con una norma capestro si ripropone una visione pericolosa e rovesciata del tanto declamato “mix sociale”. Infatti, qualora applicata, la nuova norma non porterà tanto a una maggior disponibilità di alloggi sociali, bensì a un’ulteriore erosione dell’offerta pubblica rivolta ai ceti più deboli. In altre parole, invece di favorire l’insediamento di lavoratori e ceti meno abbienti nelle nuove zone residenziali, si procede all’esatto contrario, installando alloggi a canone convenzionato, molto più oneroso di quello sociale, nelle attuali zone popolari.

Da parte nostra siamo determinati a condurre una battaglia emendativa per modificare sostanzialmente questo provvedimento, ricercando la massima unità possibile di tutte le forze dell’opposizione. Al contempo, auspichiamo che le due settimane che ci dividono dalla discussione in Aula possano portare qualche riflessione anche nelle fila della maggioranza.

Questo non è il tempo di scaricare la crisi sui lavoratori e sulle famiglie più deboli, ma di assumere il sostegno alle fasce sociali meno abbienti come bussola dell’azione istituzionale.

Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer

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