Due pesi, due misure: abroghiamo i privilegi!

10 01 2009

di Carlo Benedetti e Giorgio Crepaldi

Abroghiamo i privilegi ! La suola e i diritti non sono più uguali per tutti: queste le conseguenze della politica della destra Italiana.

Che la legge Gelmini avesse come obbiettivo di distruggere la scuola pubblica è noto a tutti ma che attraverso questo disegno si manifestasse, senza pudore, anche la volontà da parte del centro destra di privilegiare i ricchi e la parte confessionale degli studenti è una vera vergogna.

Infatti basta ricordare come sia stato sufficiente che il monsignore Stenco, responsabile per la scuola della Cei (massimo organismo dei vescovi italiani), minacciasse la mobilitazione degli istituti cattolici per ottenere, quasi in tempo reale, un emendamento governativo alla Finanziaria che ripristina i fondi alle scuole private. Niente tagli dunque alla formazione privata.

E quella pubblica? Tutto come prima: confermati gli 8 miliardi di tagli.

Mesi di cortei, scioperi, lezioni all’aperto, occupazioni da parte di centinaia di migliaia di studenti, insegnanti e genitori della scuola pubblica non sono stati sufficienti per far cambiare idea all’esecutivo di centrodestra. Due pesi e due misure.

Questi ingiusti aspetti dei finanziamenti all’istruzione sono ancora più evidenti nella regione Lombardia che non soltanto spende ogni anno ingenti quantità di denaro pubblico per la scuola privata, ma soprattutto lo fa utilizzando delle regole fatte su misura. È questa la spiegazione dell’incredibile fatto che la Regione eroga tutti gli anni, attraverso il meccanismo del “buono scuola”, ora ri-denominato “dote per la libertà di scelta”, dei sussidi regionali a delle famiglie benestanti.

Tanto per capirci: nell’anno scolastico 2007/08 sono stati spesi 45 milioni di euro per i “buoni scuola” e soltanto il 28% di questa somma è andata a famiglie che dichiarano al fisco un reddito annuo inferiore a 30mila euro. Tutto il resto, cioè più dei due terzi, è andato a famiglie con redditi più alti, tra le quali ben 3.000 con un reddito annuo che si colloca tra 100 e 198 mila euro.

Tutto ciò è possibile grazie al principio dei due pesi e delle due misure. Nel caso del “buono scuola”, infatti, il tipo di Isee (il riccometro) utilizzato è unico nel suo genere. Anzitutto, a differenza di quanto avviene normalmente, esso non prevede la rilevazione della situazione patrimoniale, sia mobiliare che immobiliare. In secondo luogo, il tetto massimo di “reddito Isee” per poter accedere al “buono” è straordinariamente generoso: 46.597 euro. Basti qui ricordare che il tetto massimo previsto dalla stessa Regione nel caso del sostegno alle famiglie degli studenti della scuola pubblica è invece di 15.458 euro! Limite che appare ancora più generoso se pensiamo che per gli aiuti alle famiglie bisognose per accedere al contributo sociale il reddito Isee scende ancora fino ai 7.500€.

Infine, va ricordato che per accedere al “buono” non è nemmeno richiesto il famoso merito, solitamente sbandierato ai quattro venti dal centrodestra, mentre se uno studente della scuola pubblica intende richiedere l’assegno di studio deve dimostrare non soltanto di essere economicamente svantaggiato, ma altresì meritevole.

Noi non siamo d’accordo con il finanziamento pubblico alla scuola privata e pensiamo che i soldi di tutti debbano servire prioritariamente per riqualificare la scuola di tutti, ma oggi e qui non è questo il problema che poniamo.

Chiediamo semplicemente allo Stato al Consiglio regionale e ai Comuni di ristabilire un minimo di equità e trasparenza, applicando alla minoranza che frequenta la scuola privata le stesse regole che valgono per la maggioranza che frequenta la scuola pubblica.

Cioè, chiediamo di fare un po’ di igiene politica, abolendo i privilegi e il sussidio pubblico ai benestanti, per limitarlo soltanto a chi ne ha davvero bisogno, e soprattutto risparmiando così almeno 25 milioni di euro, che noi riteniamo debbano essere destinati all’edilizia scolastica.

Chiediamo inoltre che termini anche l’oscenità dello storno di denaro dai fondi regionali previsti per la edilizia scolastica pubblica per finanziare la costruzione di nuove scuole private.

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: