UAAR: Bus atei a Genova

14 01 2009

Riporto l’articolo della UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalistici, riguardante questa iniziativa dal mio punto di vista assolutamente lodevole.

“L’idea dei bus “atei” è stata della British Humanist Association, ed è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. È ora venuto il momento dell’Italia: l’UAAR è pronta a fare la sua parte in questa iniziativa ormai mondiale di promozione dell’incredulità.

«La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno». Il messaggio scelto dall’UAAR è stato ideato in Italia: è un messaggio che vuole invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista. Un messaggio che vuole evidenziare la praticabilità di un’etica senza dogmi, in un Paese dove da ogni parte si avverte la pervasività della presenza cattolica.

Proprio per questo motivo, l’UAAR ha deciso di organizzare la sua campagna a Genova, la diocesi guidata dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Nulla di male in questo, ovvio: la Chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola. Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. L’UAAR intende, pagando questa campagna pubblicitaria, riconquistare all’incredulità un po’ di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle. Vuole anche ricordare alle autoritità politiche che non è così indispensabile dire sempre sì alle gerarchie ecclesiastiche, che anche i non credenti sono cittadini come gli altri e che la laicità dello Stato è un principio costituzionale. “Promemoria” tanto più necessario a Genova, dove c’è chi vuole addirittura non concedere l’autorizzazione allo svolgimento del Gay Pride Nazionale, con l’incredibile motivazione che coinciderebbe con la festa cattolica del Corpus Domini.

Gli atei e gli agnostici italiani sono milioni, dicono le inchieste sociologiche. Nel loro stesso interesse, è tempo che escano dal silenzio e facciano percepire alla popolazione italiana la loro consistenza. La nostra campagna ha anche questo obbiettivo. Ma, perché abbia successo, è indispensabile che i non credenti italiani diano il loro contributo.
Per questo motivo vi invitiamo a inviare all’UAAR una sottoscrizione, piccola o grande che sia, e vi ringraziamo in anticipo per questo importante gesto.

Potete inviare il vostro contributo scegliendo una di queste possibilità:

  • c/c postale n° 15906357 intestato a:
    Associazione UAAR – c.p. 749 – 35122 Padova
    (causale: Erogazione liberale per campagna bus)
  • bonifico bancario sulle seguenti coordinate:
    Codice IBAN: IT68T0760112100000015906357
    Intestazione: Associazione UAAR – c.p. 749 – 35122 Padova
    (causale: Erogazione liberale per campagna bus)”

http://www.uaar.it/uaar/campagne/bus/

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4 responses

14 01 2009
MORGANA SCHOPENHAUER

BELLA STA’ PUBBLICITA’!!! SIETE STATI ANCHE TROPPO BUONI!!! COMUNQUE LA DIFFONDERO’!!! LI FELCERO’ E LI MIRTILLERO’ CONTINUAMENTE1!!!! SE 6 ATEO E VEGETARIANO TU EVAPORI TUTTO IL VATIC’ ANO!!!

14 01 2009
pietro

CARI amici,

in preda all’entusiasmo per la novità delle scritte “blasfeme” sugli autobus ne ho fatto propaganda e mi sono financo complimentato con voi che ne siete gli autori.

In effetti, l’iniziativa ha fatto scalpore dal momento che in un paese opportunista come il nostro scritte contro la Chiesa che vanno in giro per la città non se ne erano mai viste. Insomma la reazione più importante per noi è stata: “ma allora si può!! Non è vero che non ci è permesso quasi niente!!

Riflettendoci sopra debbo dire che giudico l’iniziativa imprudente, commercialistica, pericolosa.
Capisco gli atei anglosassoni che si considerano una chiesa e quindi hanno fatto pubblicità al loro “prodotto” alla loro offerta areligiosa ma disciplinata in una appartenenza;

Capisco le motivazioni degli spagnoli. Hanno avuto ed hanno un bel contenzioso ma hanno sbagliato offrendo il fianco ad una controffensiva vittimistica…..

Ma da noi l’iniziativa è sbagliata, Mettiamo che la Chiesa decida di fare altrettanto. Nella guerra degli spot
perde la Ragione. Noi non abbiamo bisogno alcuno di propagandare in questo modo la nostra incredulità verso la “creazione”. Non dobbiamo creare un movimento di massa che potremmo chiamare il blasfemismo.

Dovremmo invece riflettere sulla laicità profonda della società italiana e sulla subalternitò clericale delle istituzioni a cominciare dal Parlamento. Il punto vero non è propagandare che Dio non esiste ma di avere un Parlamento, un Presidente della repubblica, un Governo davvero autonomi dalla Chiesa. La società civile italiana subisce il peso enorme del clericalismo attraverso le leggi ed i comportamenti della repubblica.
Sentivo il dovere di dirvi queste cose e di correggere un errore di giovanilistico entusiasmo del tutto sbagliato e controproducente.,
Pietro Ancona

15 01 2009
Gabriella Vercelli

Chi ha fede in Dio, è sulla roccia e nulla potrà smuoverlo
E se ha fede vive nella preghiera e pregherà anche e soprattuto per chi scende in meschinerie e miserabili affermazioni!

….A proposito dei diritti umani,ricordiamo il diritto alla vita,che va messo al primo posto per chi non ha ancora voce per difendersi……….

15 01 2009
rifondazionebuccinasco

Benvenuti a tutti.

Per rispondere a Pietro: Io non la vedo in questo modo. Oggi in Italia chi è ateo, a differenza di chi professa una religione qualsiasi, non ha praticamente altro modo di esprimere la propria condizione che le affermazioni personali. Questa campagna pubblicitaria è probabilmente la prima che consente ad un cittadino italiano medio ateo di sapere che c’è chi ha la sua stessa visione del mondo, che si lotta ancora per la laicità nello Stato Italiano.
Siamo sommersi da messe in televisione, pubblicità dell’otto per mille, il papa appare in televisione mediamente il triplo delle volte di quanto appaia il Presidente della Repubblica: in questo mondo, dove la comunicazione è tutto, appare irrinunciabile mostrare la propria diversità di pensiero.
Prendiamo gli esempi che hai citato anche tu: Inghilterra e Spagna. Prima di tutto lasciamo rispondere alla tua affermazione di una “Chiesa atea” anglosassone con una citazione di Clark Adams che dice “Se l’ateismo fosse una religione, allora la salute sarebbe una malattia” 😉 . Tu dici che capisci una pubblicità simile in Spagna perchè là hanno avuto un bel contenzioso: almeno là lo hanno avuto! Zapatero porta avanti le sue idee, ingorando quali siano i precetti della Chiesa Spagnola. Qua abbiamo una classe politica che quando non è assoggettata all’opinione del Vaticano, teme le conseguenze di una sua campagna discriminatoria.
Poi, non dimentichiamo che oltre ad essere una “affermazione di ateismo”, quella è una campagna pubblicitaria. E, visto che condivido i lavori portati avanti dall’UAAR, qualunque visita ulteriore abbia portato quella pubblicità al loro sito è un successo.

Per rispondere a Gabriella: Scopo di quella pubblicità non è convincere qualcuno della non esistenza di Dio. Chi ha fede, non cambierà certo idea di fronte a due frasi su un autobus.
La discussione sui diritti umani è sempre aperta. Posso permettermi di dare un paio di spunti su cui cominciare? Potremmo parlare del rifiuto del Vaticano di aderire alla proposta ONU di depenalizzazione dell’omosessualità, o alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

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