Una forza di sinistra vera oggi serve ancora di più o moriremo democristiani

24 02 2009

da La Repubblica, intervista a Paolo Ferrero

“In un modo o nell’altro qui si rischia di morire democristiani…”. Paolo Ferrero ironizza sul fatto che “Franceschini è un ex dc” alla guida di un partito fondato anche dagli ex pci. Perciò, per il segretario di Rifondazione “è più che mai necessaria una forza di sinistra, anche se sarebbe bene che il Pd lavorasse a un’opposizione vera contro il governo e contro Confindustria, che del governo è il principale suggeritore, e quando serve anche contro il Vaticano”.

Nulla di nuovo Ferrero?
Mi sembra che per la continuità con Veltroni, per le cose che ha detto e per la condizione oggettiva del Pd, a Dario Franceschini non passi nemmeno per l’anticamera del cervello di fare qualcosa di sinistra. E’ in continuità molto forte con l’impronta veltroniano”.

Ha fatto appello all’unità del sindacato, il neosegretario. Non è una cosa di sinistra?
In un momento in cui il sindacato è spaccato è più un attacco alla Cgil che una cosa di sinistra. Di sinistra oggi è schierarsi con la Cgil in difesa del contratto di lavoro. Sulla contrattazione il governo ha fatto una cosa gravissima, nessun paese del mondo pensa di uscire dalla crisi tagliando i salari reali, perché così si aggrava la crisi economica. Che il Pd neppure su questo riesca a schierarsi la dice lunga sulla sua inutilità dal punto di vista dell’opposizione a Berlusconi.

Neppure la rivendicazione orgogliosa di laicità fatta da Franceschini l’ha convinta?
Anche Veltroni diceva queste cose, ma poi il Pd ha lasciato libertà di voto. Come se la clamorosa ingerenza vaticana che si è verificata sul testamento di fine-vita, questa cosa pazzesca di dire che l’idratazione e l’alimentazione forzata non sono un accanimento terapeutico per aggirare la Costituzione sia accettabile. Il Pd fa finta che sia un problema di coscienza e non una delle questioni di civiltà di un paese.

Tuttavia la sinistra procede per scissioni. E alle europee avete da superare la soglia di sbarramento del 4%.
Il 4%, già. L’ultimo successo di Veltroni è stato uccidere la sinistra mentre stava regalando il paese a Berlusconi, che la dice lunga sulla miopia di quel progetto politico.

Forse la sinistra radicale non sa bene cosa fare?
La posizione di Rifondazione è fare una lista di sinistra che sia autonoma dal Pd chiaramente, che abbia come riferimento a Strasburgo il gruppo della Sinistra europea e che parta dal nostro simbolo, che è il più conosciuto, e io spero ci possano stare anche i compagni che sono usciti, Nichi Vendola e Franco Giordano. E’ il modo giusto per fare una cosa di sinistra.

Vendola è magari più interessato a un confronto con il Pd e teme la chiusure identitarie?
Penso che ci vorrebbe un Partito democratico che si metta a fare un’opposizione seria al governo Berlusconi. Ma per non correre il rischio di morire, ben che vada, democristiani, bisogna costruire una sinistra autonoma dai Democratici, che non sia una corrente esterna del Pd, come pensano invece Giordano e Vendola. Non un cartello in vista delle europee, ma una proposta in quattro punti per uscire dalla crisi: ridistribuzione del reddito; intervento pubblico però non un soldo da banche e imprese; ammortizzatori sociali per chi perde il posto di lavoro; lotta alla speculazione finanziartia. (g.c.)

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