Terromoto in Abbruzzo, cominciamo a riflettere

16 04 2009

di Carlo Benedetti e Giorgio Crepaldi

A poco più di una settimana dal tremendo terremoto che ha devastato gran parte del paesi dell’Aquilano crediamo sia necessario fare una piccola riflessione.

Prima di tutto va messa in luce la grande generosità e il senso di solidarietà del popolo italiano, della protezione civile e dei vigili del fuoco che si sono adoperati per portare aiuti alla popolazione colpita dal terremoto. Va anche preso atto della positiva presenza dello Stato e del Governo e la loro vicinanza alla popolazione in questi primi giorni.

Anche il nostro circolo, nel suo piccolo, ha contributo raccogliendo materiale e fondi da far pervenire alle popolazioni colpite dal terremoto. Ha partecipato a quel sentimento generale di grande mobilitazione per aiutare il popolo abruzzese così duramente colpito.

E’ verissimo quello che stato detto: c’è stata un grande momento di unità nazionale in cui ognuno si è sentito nel dovere di “ partecipare “ di “ fare qualcosa”. Siamo d’accordo che in questo momento le polemiche sono fuori luogo, ma crediamo altresì che bisogna comunque anche oggi essere lucidi andando oltre lo stato emozionale e cominciare a riflettere, senza che questo tuttavia, diminuisca la nostra partecipazione e il nostro aiuto al popolo abruzzese.

La trasmissione di Santoro, Annozero, è stata, a nostro parere, un primo tentativo di parlare fuori dal coro, di guardare nel profondo, di esaminare i problemi che sono la base e la causa dei principali disastri come quello avvenuto in Abruzzo. Siamo perfettamente consapevoli che non è possibile impedire questi disastrosi eventi naturali ma è sicuramente possibile limitarne le ricadute e questo è il preciso dovere per chi amministra e chi governa .
Eppure lo sappiamo che, in zone altamente sismiche, bisogna costruire in modo adeguato affinché gli edifici resistano almeno ad un terremoto di media potenza come quello dell’Abruzzo; che non bisogna disboscare perché questo provoca smottamenti e però questo accade; che non bisogna costruire vicino alle coste perché dei maremoti provocherebbero dei disastri, però questo accade; che non bisogna costruire vicino ai torrenti perché in caso di piogge prolungate si verificano delle alluvioni, però questo accade. Insomma sappiamo molte cose del nostro paese e quali sono le conseguenze di possibili eventi disastrosi naturali. Allora ci chiediamo se lo Stato e il Governo, dopo l’emergenza dell’Abruzzo, faranno notare la loro presenza anche in tutti quei comuni che probabilmente si trovano nelle condizioni di Onna, se faranno una attenta verifica degli edifici pubblici per controllare che non siano nelle stesse condizioni dell’ospedale di Aquila. In questo modo lo stato e il Governo potranno realmente salvare miglia di vite umane, bisogna cioè agire anche quando i riflettori saranno spenti, bisogna essere presenti nel territorio anche quando i media e le televisioni non rincorrono politici e ministri.

Un’altra cosa, di tutte quelle che abbiamo visto ci è apparsa molto significativa e ci ha lasciati perplessi rispetto alla reale bontà di alcune azioni politiche dimostrative. Ci riferiamo all’episodio che ha visto una anziana signora rivolgersi al presidente del Consiglio lamentando di aver perso la dentiera, ebbene il presidente si impegnò a risolvere il problema e dopo due giorni la signora aveva già la dentiera merito di una equipe di dentisti e odontoiatri, il tutto sotto i riflettori delle telecamere, si erano mobiliati per lei. Ovviamente siamo felicissimi che la signora ha riavuto la sua dentiera. Purtroppo però nel mondo reale di tutti i giorni sappiamo che per i milioni di anziani che necessitano di una qualsiasi protesi dentale i tempi sono molto, ma molto diversi e molto costosi. Ma allora bisognava aspettare un terremoto perché fosse possibile avere una protesi dentale in tempi decenti e non dovere aspettare mesi e mesi. Chiediamo in questo caso allo Stato e al Governo che facciano un giro negli ambulatori dentistici per capire quale è la realtà normale e del calvario che devono subire dei cittadini.

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