Referendum: l’appello e le prime firme per il NO

25 05 2009

Il sistema elettorale che ne scaturirebbe viola la Costituzione .

L’associazione No al referendum elettorale – promosso da esponenti del mondo accademico, giuridico, di forze politiche e della società civile – ha varato un appello con l’invito ai cittadini a non andare ai seggi o a rifiutare la scheda dei referendum elettorali del 21 giugno.

Nell’appello si afferma di condividere il diffuso giudizio negativo sulle leggi vigenti per le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e si sottolinea che le attuali leggi: <<espropriano le elettrici e gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti. Oggi non sono gli elettori e le elettrici a
scegliere i parlamentari, questi sono nominati dai capi-partito. 

L’attuale sistema elettorale andrebbe trasformato radicalmente, per assicurare alle Assemblee elettive il pluralismo delle forze politiche e la massima rappresentatività del popolo italiano.

Con la vittoria dei sì, si impedirebbe qualsiasi ulteriore riforma elettorale. A tutt’altro, invece, mirano i quesiti del referendum del 21 giugno, che non riguardano il sistema delle liste bloccate e dunque le confermano. Il vero risultato giuridico del referendum sarebbe quello di consegnare il Paese al solo partito che avesse un voto in più di ciascun altro, attribuendogli più della maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento: con appena il 30 % o il 20% dei voti avrebbe il 54% dei seggi alla Camera. Inoltre dal Senato sarebbero escluse tutte le liste che non raggiungessero l’8%.
Un siffatto sistema elettorale viola la Costituzione, e deve essere rifiutato: il referendum deve fallire, attraverso la non partecipazione al voto o il rifiuto della scheda, per impedire la cancellazione della democrazia parlamentare e per rendere possibile una riforma elettorale che restituisca la parola ai/alle cittadini.

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2 responses

2 06 2009
Irene Goia

Una volta ai referendum si vinceva andando a votare, e andando a votare vincevano anche i NO, non cercando l’appoggio degli astensionisti con una falsa vittoria. La democrazia non si fa rifiutando di esprimersi, se si vuole restituire la parola ai cittadini bisogna che i cittadini se la prendano la parola. Si deve avere il coraggio di parlare e di esprimere il proprio dissenso, non chiedere la parola tacendo.

Non ci si può chiamare paladini della democrazia se non si usa il diritto di voto che è prima di tutto anche un dovere.

6 06 2009
ferdinando

Si puo pensare di usare il cervello delle persone attribuendosi il diritto di scegliere chi deve rappresentare il Parlamento?
Se ognuno di noi sente il dovere di essere il cultore della democrazia si faccia avanri, si faccia esaminare dagli elettori e diventi responsabile di fronte a loro del suo operato.
Votiamo affinche ci sia una vera DEMOCRAZIA evitando che il silenzio dei partiti e della stampa faccia il gioco di chi ora è al potere di ogni partito.
UNIAMOCI E VOTIAMO SI AL MAGGIORITARIO

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