Piano Casa: cosa succederà a Buccinasco?

13 10 2009

di Carlo Benedetti

Il 16 luglio il Consiglio Regionale ha approvato, con il voto contrario di tutte le opposizioni, il cosiddetto “Piano Casa” della Lombardia. La legge regionale n. 13/2009 “Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia”, che consiste in buona sostanza in una maxi-deroga (per 18 mesi a partire dal 16 ottobre 2009) alle previsioni quantitative degli strumenti urbanistici comunali vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi, con concessioni di bonus volumetrici generalizzati.

 Dietro questa legge, con la scusa di fornire uno strumento per affrontare la crisi, si cela l’obiettivo evidente di favorire nuovamente i gruppi di potere immobiliare, in particolare dell’area metropolitana milanese.

 Il prezzo di questo operazione di potere alla fine lo paga il territorio lombardo con una brutta legge, priva di progetto e consistente in una maxi-deroga alle norme urbanistiche ed edilizie e in bonus volumetrici generalizzati che metterà a dura prova quei comuni che volessero garantire un minimo di controllo e governo della situazione.

 Vediamo adesso più in dettaglio che cosa prevede la legge regionale 13/2009. Quali sono le possibilità di ampliamento o di sostituzione degli edifici residenziali e industriali esistenti, con relativi incrementi volumetrici questo ci serve per meglio capire quali potranno essere le conseguenze sul territorio del nostro comune:

1)     Ampliamento di edifici residenziali (ultimati alla data del 31/03/2005), all’esterno dei centri storici e delle zone individuate quali nuclei urbani di antica formazione:

  • uni-bifamiliari: + 20% della volumetria esistente (per un massimo di 300 mc), se c’è una diminuzione del fabbisogno annuo di energia superiore al 10%;
  • altri casi (max 1.200 mc): + 20% della volumetria esistente, sempre con risparmio energetico del 10%.

2)     Sostituzione, cioè demolizione e ricostruzione (anche di edifici non residenziali!):

  • + 30%, se c’è una diminuzione del fabbisogno annuo di energia superiore al 30%;
  • + 35% “nel caso di interventi che assicurino un congruo equipaggiamento arboreo per una porzione non inferiore al 25% del lotto interessato”.

e questo sarà possibile anche con edifici non residenziali, con tutte le annesse preoccupazioni circa la salvaguardia delle attività produttive.

 3)     Quartieri popolari (edilizia residenziale pubblica):

  • + 40% del volume esistente, calcolato sulla base della volumetria complessiva esistente nel quartiere. Può concretizzarsi in nuove costruzioni e la volumetria aggiuntiva generata dall’edilizia pubblica può essere ceduta a soggetti privati. dalle Aler e dai Comuni a dei soggetti privati. Certo, c’è il vincolo della destinazione ad alloggi Erp, ma questo concetto significa ormai di tutto e di più.

 Va poi rammentato che tutte le deroghe e i bonus, sebbene con qualche vincolo in più, valgono anche nei centri storici (art. 3, comma 4) e nei parchi, esclusi, bontà del legislatore, le aree naturali protette. (art. 5, comma 1).

 Stasera in obbligo a quanto prescrive la legge regionale ci troviamo a votare una delibera che se approvata, così come formulata, potrebbe comportare delle gravissime conseguenze per il nostro territorio.

La amministrazione definisce nella delibera, così come richiesto dalla legge regionale, una serie di aree del nostro comune in cui la legge non verrà applicata.

Ci fa piacere che all’interno di queste aree siano comprese le zone di maggiore pregio ambientale del nostro comune quali il parco sud e i nuclei storici di Gudo Gambaredo e Buccinasco Castello e buona parte delle aree industriali.

Questo però non è sufficiente la delibera proposta se approvata consentirà di operare, come sopra ricordato, in deroga ai limiti ed alle prescrizioni degli strumenti vigenti di pianificazione comunale in buona parte del nostro territorio e precisamente in tutte le aree identificate come residenziali.

Permetterà edificazioni senza alcuna preliminare adozione ed approvazione dei piani attuativi essendo sufficiente una denuncia di inizio attività ai sensi dell’art.42 della legge regionale del 11 marzo 2005.

Renderà vano quindi qualsiasi discorso di programmazione edilizia dell’ente a partire dalla redazione del nuovo PGT.

Comporterà enormi problemi e difficoltà nella gestione dei Piani dei Servizi e cioè nella realizzazione di quelle infrastrutture di utilità sociali che non saranno più guidate da una programmazione edilizia e di sviluppo ma che dovranno inseguire volontà indipendenti da quelle definite dalla amministrazione ma, cosa ancora più grave, indipendenti dalle esigenze reali della stragrande maggioranza degli abitanti del nostro comune.

 Siamo sicuri che questa legge nefasta avrà comunque delle difficoltà di applicazione nel nostro comune che per fortuna non in tutti i casi i soggetti privati, in grado di costruire qualcosa in base alla maxi-deroga, lo facciano effettivamente nel futuro immediato. Cioè, che siano non solo invogliati, ma anche in condizione di mobilitare e investire risorse economiche.

Una certezza invece c’è: questa legge regionale avrà come conseguenza a livello locale lo smantellamento del governo del territorio, il favorire i soliti furbetti del mattone, lo stimolare quella selvaggia densificazione abitativa e urbanistica che purtroppo è l’unica via maestra di tanti nostri amministratori.

 Oggi ci troviamo a votare un qualcosa di cui non sappiamo valutare gli effetti. Ci chiediamo con apprensione quali saranno le conseguenze per il nostro territorio. Nelle zone in cui viene permessa l’applicazione di questa legge è stato quantificato quale sarà l’impatto determinato dalla applicazione della legge??. Sappiamo quale sarà la edificazione massima teorica aggiuntiva?? Abbiamo idea di quanti saranno gli eventuali nuovi abitanti che graveranno sulle zone interessate?? Sappiamo se i servizi del nostro comune saranno in grado di soddisfare queste nuove esigenze?? E’ stato verificato quali saranno le opere sociali aggiuntive necessarie??E’ quale sarà il loro costo per la intera comunità?? E’ stato studiato l’impatto viario creato da questi nuove edificazioni??.

Ci chiediamo dove sono le risposte?? Quando se non stasera dovevano essere fornite?? Perché stasera questa delibera (nata da una legge approvata 3 mesi fa) non è accompagnata da nessuna risposta, da nessuna relazione che almeno anche solo abbozzi una risposta a queste domande.

Domande semplici, ragionevoli che pensiamo qualunque cittadino che ha cuore l’ambiente, il territorio dove vive si farebbe.

Ci chiediamo allora perché questa amministrazione non si è fatta queste domande o comunque non ha il buon gusto di fornire anche a noi semplici cittadini queste risposte??.

 Per tutti questi motivi chiediamo quindi che la delibera venga variata includendo, con motivata deliberazione così come richiede la legge regionale, tutte le aree del nostro comune fra quelle per le quali le disposizioni della legge regionale non trovano applicazione.

Chiediamo quindi che il consiglio comunale si dimostri questa sera “coraggioso”, che abbia la forza di operare come già hanno deciso tanti altri comuni della nostra regione, che sappia quindi dimostrare nei fatti e non solo a parole di voler effettivamente governare questo territorio e di volerlo fare curando prioritariamente l’interesse dei suoi abitanti.

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