Di ritorno dalla manifestazione del 12 dicembre.

14 12 2009

di Massimo Bianchi

L’informazione dei telegiornali non ha reso giustizia di quanto avvenuto. Poichè io c’ero e dal corteo della sinistra sono riuscito tra i primi a oltrepassare lo sbarramento della polizia e a entrare in piazza Fontana mettendomi sotto il palco delle istituzioni a urlare tutta la mia rabbia contro chi aveva deciso di far chiudere la piazza con le transenne, le camionette e i cordoni della polizia pronti a caricare vi dico:
1. che la contestazione è salita di tono proprio per questa decisione vergognosa e irresponsabile di cercare d’impedire al vero corteo, quello delle sinistre (gli altri, vi assicuro, erano quattro gatti stretti attorno ai gonfaloni e alle “istituzioni”), di entrare in piazza Fontana. La gente che a mano a mano affluiva gridava sempre più “aprite la piazza”. Personalmente ho rinfacciato sonoramente a militanti di Sinistra e Libertà e del Pd la loro presenza silente in quel contesto e ho visto che subito dopo Sinistra e Libertà ha avvolto lo striscione mentre alcuni dirigenti del Pd – una volta chiusa la manifestazione – hanno cercato di giustificarsi in qualche modo venendo tra le fila di chi come il sottoscritto contestava vivacemente dicendo che non erano stati loro a prendere quella decisione (e non eravamo solo dei centri sociali o di Rifondazione o del Pdci, ma molti cittadini senza partito come me che reclamavano il loro diritto, una volta conclusa la manifestazione, di entrare in piazza).
2. Che la decisione è stata vergognosa e irresponsabile perché basata su una logica di esclusione e non di inclusione come invece la giornata reclamava e perché avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi proprio sul piano dell’ordine pubblico. Se il Pd, SeL e l’Anpi non condividevano quella scelta dovevano – come ho continuato a ripetere a voce alta girando per la piazza – venirsene via oppure dovevano protestare anche loro (mi sembra che Smuraglia, a quanto mi hanno riferito, si sia rifiutato d’intervenire ma non so se la notizia è fondata). 
3. Un esponente del comitato dei familiari delle vittime ha detto di non condividere le contestazioni e che avrebbe preferito il silenzio. Mi chiedo: ma non si era accorto che la piazza era stata requisita da Moratti, Formigoni e Podestà con l’ausilio colpevole del Pd?
E non sa che proprio il silenzio da lui invocato è stato quello che in tutti questi anni ha fatto sì che i colpevoli non venissero presi e condannati? No, anche lui avrebbe dovuto urlare oggi contro quei personaggi che si trovava al proprio fianco.
4. Quella di oggi è stata la rappresentazione direi quasi teatrale di una situazione che si viene configurando sempre più chiaramente: una moltitudine democratica (sì è il caso di usare questo splendido termine che fu caro a quello spirito libero che era Spinoza) che preme contro i cancelli (fisici oltre che metaforici) che un potere sempre più ottuso e antidemocratico colloca attorno a sé nell’illusione di escludere, di tenere lontano, chi non è omogeneo. Ma questi cancelli, come è successo oggi, sono destinati a saltare, a essere travolti dalla potentia multitudinis. Specialmente in una situazione di forte crisi sociale ed economica come l’attuale.
Come si collocheranno le anime belle del Pd e i compagni di Sinistra e libertà? Spero non come hanno fatto oggi.

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