Lombardia, i buoni scuola vanno ai privati

29 12 2009

di Chiara Paolin

La giunta Formigoni sceglie da che parte stare: agli istituti pubblici restano le briciole

Le scuole private lombarde possono stare tranquille fino al 2015. Regnante Formigoni, non avranno problemi di bilancio: il giochino del “buono scuola” è promosso a pieni voti. La Costituzione vieta di finanziare direttamente gli istituti privati, ma a Milano e dintorni si possono distribuire a piene mani i preziosi ticket che consentono di mandare i ragazzi dalle elementari al liceo sui banchi privati coi soldi pubblici.
Per la precisione, nell’anno 2008/2009, il 9% degli scolari ha consumato l’80% delle risorse assegnate allo studio, ovvero 47 milioni di euro finiti a pagare le rette di collegi e pie istituzioni per 98.392 ragazzi a fronte dei 12 milioni destinati al restante milione di studenti lombardi. Leggi il seguito di questo post »

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Confermati privilegi a scuola privata. Pdl-Lega respingono nostra proposta.

21 12 2009
Non abbiamo proposto di abolire il finanziamento regionale alle scuole private, ma soltanto di abrogare gli odiosi privilegi concessi agli istituti privati. Si sarebbero risparmiati, così, circa 30 milioni di euro, da utilizzare in quelle scuole pubbliche dove ormai molti genitori si devono autotassare per poter comprare finanche la carta.
Ma niente da fare, la maggioranza Formigoni-Lega non ha fatto una piega e ha respinto il nostro ordine del giorno, firmato da tutta l’opposizione. Eppure, non abbiamo chiesto altro che introdurre, anche per i contributi agli studenti delle scuole private, gli stessi criteri validi per quelli delle scuole pubbliche – nonché per tutto il resto dei contributi regionali.
Infatti, c’è una vistosa anomalia nel regno di Formigoni. Il “riccometro”, cioè il certificato Isee, normalmente utilizzato per accertare se un cittadino ha diritto a un sostegno pubblico o meno, non è richiesto per le scuole private. Risultato? La maggior parte dei 50 milioni di euro erogati ogni anno alla scuola privata, finisce in tasca a chi non ne avrebbe nemmeno bisogno.
Addirittura, ben 8.713 beneficiari del sussidio regionale chiamato “buono scuola” dichiarano al fisco un reddito annuo tra 85mila e 198mila euro! Altri risultano residenti nelle zone più prestigiose e costose delle nostre città, come Galleria Vittorio Emanuele o via Manzoni, a Milano. Leggi il seguito di questo post »




I familiari dei ricoverati e degli assistiti NON devono partecipare al costo delle rette

20 10 2009

Le norme di legge sono chiare (art. 2 c. 6 decr. Leg.vo 130/2000), le rette dei ricoverati nelle strutture per anziani e disabili (RSA-CDI-RSD-CSS) non possono essere caricate sui familiari, ma solo sui redditi dell’utente e, per la parte non coperta, sui comuni.

I comuni devono impegnare le risorse per applicare queste norme anche attraverso l’intervento della Regione. Presso la Regione Lombardia ora si è costituito un “Fondo per le non autosufficienze” nel quale confluiranno anche le risorse stanziate a livello nazionale (44 milioni di € per il 2008 e 58 milioni per il nel 2009). Leggi il seguito di questo post »





Mercoledì 18 Marzo: Manifestazione Regionale

15 03 2009

scioperolombardia





Polizia contro gli operai INNSE, ma il presidio continua

12 02 2009

di Luciano Muhlbauer

I frutti amari della chiusura frettolosa del tavolo di confronto in Regione, voluta dall’Assessore Rossoni, non hanno tardato a manifestarsi. E così, ancora prima dell’alba, un ingente schieramento di polizia e carabinieri, quasi 200 uomini, ha forzato con la violenza il presidio degli operai dell’Innse e fatto entrare nello stabilimento due camion del proprietario e finto imprenditore, Silvano Genta.

La prima e più violenta carica si è verificata poco prima delle ore 6.00, nei pressi dell’ingresso laterale, dove era presente un reparto dei carabinieri. La carica è stata assolutamente indiscriminata e sono stati presi a manganellate sulla testa gli operai, un sindacalista della Fiom e anche il sottoscritto, nonostante la sua qualifica di Consigliere regionale fosse conosciuta dai responsabili di piazza. Leggi il seguito di questo post »





Norma regionale anti-kebab (e non solo) e la bufala di Formigoni

4 02 2009

di Luciano Muhlbauer

Con una nota alla stampa, diffusa oggi dall’agenzia Lombardia Notizie, il Presidente Formigoni definisce una “bufala da scherzi a parte” la notizia della presentazione di una modifica alla legge urbanistica regionale che permetterà ai Sindaci di chiudere le rivendite di kebab, come chiede a gran voce la Lega Nord. Ma purtroppo l’unica bufala esistente è proprio la smentita di Formigoni.

Comprendiamo ovviamente l’imbarazzo del Presidente, visto che lui è il firmatario e  il presentatore formale del progetto di legge n. 365, che andrà in Commissione V domani, ma non l’autore materiale, che è invece l’Assessore leghista Davide Boni. Ma a questo punto viene da chiedersi seriamente se il Presidente Formigoni abbia letto il pdl prima di firmarlo.

Comunque sia, carta canta e ancora una volta una modifica della legge regionale n. 12 sul governo del territorio viene utilizzata per fini politici estranei all’urbanistica. Infatti, basta leggere quanto afferma il nuovo comma 8 nonies dell’articolo 25 della l.r. 12 per capire che si tratta di un regalo alla campagna d’odio della Lega.
Anzi, forse un regalo più grande di quello che i nemici del kebab si aspettavano, poiché la formulazione è talmente generica da permettere su tutto il territorio comunale interventi proibizionisti contro tutte le “attività”, che gli amministratori di turno considerino essere “suscettibili di determinare situazioni di disagio a motivo della frequentazione costante e prolungata dei luoghi”. In altre parole, non solo le kebaberie, ma tutto, dal circolo Arci alla pizzeria. Leggi il seguito di questo post »





Due pesi, due misure: abroghiamo i privilegi!

10 01 2009

di Carlo Benedetti e Giorgio Crepaldi

Abroghiamo i privilegi ! La suola e i diritti non sono più uguali per tutti: queste le conseguenze della politica della destra Italiana.

Che la legge Gelmini avesse come obbiettivo di distruggere la scuola pubblica è noto a tutti ma che attraverso questo disegno si manifestasse, senza pudore, anche la volontà da parte del centro destra di privilegiare i ricchi e la parte confessionale degli studenti è una vera vergogna.

Infatti basta ricordare come sia stato sufficiente che il monsignore Stenco, responsabile per la scuola della Cei (massimo organismo dei vescovi italiani), minacciasse la mobilitazione degli istituti cattolici per ottenere, quasi in tempo reale, un emendamento governativo alla Finanziaria che ripristina i fondi alle scuole private. Niente tagli dunque alla formazione privata.

E quella pubblica? Tutto come prima: confermati gli 8 miliardi di tagli.

Mesi di cortei, scioperi, lezioni all’aperto, occupazioni da parte di centinaia di migliaia di studenti, insegnanti e genitori della scuola pubblica non sono stati sufficienti per far cambiare idea all’esecutivo di centrodestra. Due pesi e due misure. Leggi il seguito di questo post »