La situazione dei lavoratori della INNSE

19 09 2008

Il circolo“ A.Gramsci” del Corsichese esprime piena solidarietà ai lavoratori della INNSE .
Condanna queste forme aggressive di attacco al diritto del lavoro per consentire speculazioni edilizie con la conseguenza di mettere in seria difficoltà moltissime famiglie.

“Caro Operai Contro,
ore cinque del mattino. Dopo 117 giorni di lotta e di lavoro i poliziotti della Digos forzano il cancello dietro il grande capannone, poi la paratia di gomma e sono dentro. Gli operai del presidio li vedono sbucare dai macchinari, nella penombra delle poche luci, e di quelle oscillanti delle torce elettriche.

“l’area è sotto sequestro, dovete uscire”.

Sono entrati all’alba del 117esimo giorno a sgomberare una fabbrica in piena attività, con motori appena raffreddati del secondo turno, finito alle 10,30 della sera prima. Ora gli operai sono sui cancelli, sul marciapiede e in mezzo alla strada c’è il blocco. Non passa nessuno. È pieno di poliziotti e cellulari, ma gli operai si stanno attrezzando per continuare la lotta sui cancelli dove il magistrato ha fatto esporre l’ordinanza di sequestro, nessuno può entrare: stanno fuori gli operai e sta fuori anche il padrone. La lotta continua sui cancelli, nei modi e nelle forme che in queste ore stanno decidendo. Già si attrezzano per passare la notte fuori.

Grandi questi operai dell’Innse! Hanno preso l’ultimo salario di luglio ma quello di agosto, vigliaccamente il padrone Genta non glielo ha pagato, come non ha pagato le tre settimane di ferie maturate, ed il mancato preavviso al licenziamento e neanche un euro di liquidazione. Dopo il primo incontro al ministero, Genta non ha più voluto incontrarsi con la Ormis, il gruppo bresciano deciso a comprare la Innse e continuare l’attività.

Se la polizia sgombra una fabbrica in piena attività, qualcuno ha delle responsabilità. Qualcuno che permettendo questo, sancisce che la politica del lavoro a Milano si fonda sulla forza. È bene che riprenda e si chiuda la trattativa con gli operai che tornano al lavoro. In caso contrario, con la determinazione di questi
operai, Genta la “sua” fabbrica se la può scordare.
Saluti a muso duro dalla Innse ”

Pubblicato da: Operai Contro

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