Vergognose le cariche contro il movimento. Liberare subito tutti i fermati

8 07 2009

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime tutto il suo sdegno e condanna fermamente l’inammissibile azione repressiva che è stata portata avanti su mandato governativo nei confronti delle/gli studenti dell’ università di Roma 3, che sono stati immobilizzati, caricati, malmenati e arrestati per la semplice esigenza di esprimere la propria pacifica libertà di dissenso contro il G8.

Quest’azione mostra il vero volto di un sistema di potere violento ed antidemocratico. Il governo sta cercando di trasformare un problema politico in un problema di ordine pubblico, colpendo una parte del movimento anti-G8 e cercando di intimidirlo.
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Federico Aldrovandi: quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell’omicidio

7 07 2009

I quattro agenti accusati di eccesso colposo nell’omicidio del ragazzo di 18 anni avvenuto nel 2005 a Ferrara
I genitori: “Volevamo che fossero restituiti rispetto e dignità a nostro figlio”

FERRARA – Il tribunale di Ferrara ha condannato a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell’omicidio colposo di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia. Alla lettura della sentenza i genitori del ragazzo si sono abbracciati piangendo e in aula sono partiti applausi.

“Volevo che a mio figlio fossero restituiti giustizia, rispetto e dignità”, ha detto il padre di Federico. “Mio figlio non era un drogato, era un ragazzo di 18 anni che amava la vita e che quella mattina non voleva morire”. Sua moglie è sembra stata convinta della colpevolezza degli agenti: “Ci sono stati momenti in cui ho avuto paura che se la potessero cavare, ma in fondo ci ho sempre creduto. Ora quei quattro non devono più indossare la divisa”.

Inchiesta e processo hanno visto come parte fondamentale la famiglia Aldrovandi, la mamma Patrizia Moretti e il papà Lino, in prima linea per chiedere la verità, prima con il blog su Kataweb aperto nel gennaio 2006 e diventato uno dei più cliccati in Italia, poi lungo l’inchiesta e il processo, scanditi dalle perizie, dalla raccolta delle testimonianze, dalla ricostruzione faticosa delle cause della morte di Federico.  Leggi il seguito di questo post »





Fiat, oltre al danno la beffa. Chiude in Italia e apre in Cina. E il governo non muove un dito

7 07 2009

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se

Per quanto riguarda la Fiat siamo davvero alla beffa, oltre che al danno. Mentre il governo italiano non fa nulla per garantire i posti di lavoro degli stabilimenti italiani che fanno capo alla Fiat (Termini Imerese e Pomigliano d’Arco su tutti), lo stesso governo officia compunto e beato alla firma dell’accordo tra Fiat e la Gap, casa automobilistica cinese per la produzione in stabilimenti cinesi di Punto e Brava a partire dal 2010.

E’ davvero incredibile che il governo dimostri una tale irresponsabilità e una tale demagogia di fronte al rischio concreto di chiusura di stabilimenti Fiat in italia, Fiat che non ha offerto e non offrirà nessuna garanzia concreta ai lavoratori.
Anche per questo motivo saremo in piazza, mercoledì prossimo a Roma, al fianco dei lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese.

Ufficio stampa Prc-SE





Presidio antifascista ANPI a Trezzano

6 07 2009

presidio comunisti uniti





… per l’Abruzzo un gratta e vinci

5 07 2009

grattaevinci





Contro le leggi razziali: presidio in prefettura

4 07 2009

Giovedì 2 luglio il Governo ha fatto approvare definitivamente il ddl sicurezza ricorrendo al voto di fiducia.
Reato di clandestinità, istituzionalizzazione delle ronde, prolungamento dei tempi di detenzione nei CIE, necessità del permesso di soggiorno per tutti gli atti di stato civile, permesso di soggiorno a punti e registro per i senza fissa dimora sono solo alcuni dei punti diventati legge.
Il Governo sceglie di nuovo la criminalizzazione dei migranti quale facile modalità di “gestione della crisi”. Tale scelta consente di nascondere le vere responsabilità, fornendo nel contempo, a chi vive un peggioramento concreto delle condizioni di vita, un agevole capro espiatorio su cui scaricare la propria frustrazione. Così facendo, si ottiene il duplice obiettivo di aumentare il grado di ricattabilità degli uomini e delle donne migranti presenti in Italia e di spingere i lavoratori (stranieri e italiani) sul terreno fratricida della guerra tra poveri e della competizione al ribasso su salari e diritti.
Tutto ciò in una fase in cui gli episodi di razzismo istituzionale, sia sul piano nazionale che su quello locale, non si contano.
Affinchè tutto questo non passi sotto silenzio invitiamo tutti, donne e uomini, italiani e migranti, ad un primo momento di protesta e di riflessione

Lunedi’ 6 luglio, ore 18.00
PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA
Corso Monforte – Milano
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Sicurezza, organizzeremo disobbedienza civile a norme anticostituzionali

3 07 2009

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se, e di Giovanni Russo Spena, responsabile nazionale Giustizia del Prc-Se

Il cosiddetto “pacchetto sicurezza” su cui il governo oggi ha posto anche la questione di fiducia è una legge incostituzionale, che si basa su veri e propri orrori giuridici. Dalle “ronde”, che demoliscono lo Stato di diritto per tutti i cittadini, al reato di immigrazione clandestina che rompre il principio di eguaglianza previsto dall’articolo 3 della Costituzione.

Reagiremo con forza subito contro questo pacchetto sicurezza, e partire dai territori, organizzando la disobbedienza civile a tali norme, organizzando osservatori e nuclei di difesa legale per cittadini extracomunitari e non, denunciando l’iniquità di queste norme alla Corte costituzionale e alle corti penali internazionali, visto che tali norme ledono tutte le convenzioni internazionali firmate dall’Italia.


Ufficio stampa Prc-SE





Festa di Liberazione della Brianza

2 07 2009

Festa Osnago

Festa Osnago




Honduras, pieno sostegno al presidente Zelaya contro il colpo di Stato

1 07 2009

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se, e di Fabio Amato, responsabile Esteri del Prc-Se.

Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea esprime la sua ferma condanna contro il colpo di Stato messo in atto dai militari contro il governo ed il presidente costituzionale dell’Honduras Manuel Zelaya. Un tentativo fomentato dai poteri forti del Paese ed eseguito dalle Forze Armate che riporta l’America Latina alle pagine più buie della sua storia, quella dei colpi di stato e delle dittature sorrette dai militari.

Con l’uso della forza i militari e i poteri forti dell’Honduras cercano di impedire l’attuazione dei risultati del referendum elettorale del 28 giugno che mirava a dare vita ad una Assemblea costituente, democratizzare il sistema politico e consentire alle organizzazioni di base, comunitarie e sindacali una maggiore partecipazione nel processo di trasformazione dello Stato e dell’economia. Leggi il seguito di questo post »





La bufala delle “elezioni rubate”

30 06 2009

di James Petras

“Il cambiamento significa per i poveri pane e lavoro, non meno regole sul modo di vestirsi né ricreazioni miste per ragazzi e ragazze all’ora di intervallo… La politica in Iran ha molto più a che vedere con la lotta di classe che con la religione”. Financial Times, editoriale [articolo di fondo]del 15 giugno 2009.

Accade di rado che le elezioni in cui la Casa Bianca ha un interesse e che vedono la sconfitta elettorale del candidato filostatunitense, non vengano denunciate come illegittime da parte di tutta l’elite politica e mediatica. Di recente, la Casa Bianca e il campo alleato hanno inveito contro le libere (e monitorate) elezioni in Venezuela e Gaza, mentre costruiscono bellamente il “successo elettorale” in Libano, nonostante la coalizione guidata da Hezbollah abbia conseguito oltre il 53% dei voti.

Le elezioni in Iran del 12 giugno 2009 costituiscono un esempio paradigmatico: il presidente uscente, il nazional-populista Mahmoud Ahmadinejad (MA) ha ricevuto il 63,3% dei consensi (24,5 milioni di voti), mentre il candidato dell’opposizione liberale sostenuto dall’occidente Hossein Mousavi (HM) ha ricevuto il 34,2% dei consensi (13,2 milioni di votimetà del 63%). Le elezioni presidenziali in Iran hanno registrato un record di affluenza alle urne superiore all’80% degli elettori, tra cui l’inedita partecipazione al voto di 234.812 iraniani all’estero, ripartiti tra 111.792 sostenitori di HM e 78.300 di MA. L’opposizione guidata da HM non ha accettato la sconfitta e ha organizzato una serie di dimostrazioni di massa che hanno assunto risvolti violenti: dall’incendio e la distruzione di automobili, banche, edifici pubblici e scontri armati con la polizia e altre autorità. Quasi l’intero spettro degli opinion makers occidentali, compresi tutti i principali media tradizionali ed elettronici, i principali siti web liberali, radicali, libertari e conservatori, sono stati portavoce della denuncia di brogli elettorali rivendicata dall’opposizione. Neo-conservatori, conservatori libertari e trotskisti si sono uniti ai sionisti nell’acclamare l’opposizione come avanguardia di una rivoluzione democratica. Democratici e repubblicani condannano l’attuale regime, rifiutano di riconoscere il risultato delle elezioni e apprezzano gli sforzi dei manifestanti per rovesciare il risultato elettorale. Il New York Times, la CNN, il Washington Post, il Ministero degli Esteri israeliano e l’intera leadership dei Presidents of the Major American Jewish Organizations chiedono sanzioni esemplari contro l’Iran e ravvisano “l’inutilità” della proposta di dialogo con l’Iran di Obama. Leggi il seguito di questo post »